«L’economia della tarda modernità è sempre più orientata verso oggetti, servizi ed eventi singolari. Non viviamo più nel capitalismo industriale, ma nel capitalismo culturale. Ciò ha conseguenze di ampia portata anche per il mondo del lavoro e delle professioni: mentre nella vecchia società industriale l’attenzione era rivolta a chiare qualifiche formali e a requisiti in termini di prestazioni, nella nuova economia della conoscenza e della cultura è importante che i soggetti del lavoro sviluppino un “profilo” eccezionale.»
In questo suo capolavoro teorico, Andreas Reckwitz esamina cause, strutture e conseguenze della “società delle singolarità” in cui viviamo: dalla trasformazione del capitalismo industriale in capitalismo culturale all’ascesa delle tecnologie digitali e della “macchina della cultura”, fino all’emergere di una nuova classe media urbana e istruita.
Questa società produce sistematicamente svalutazione e disuguaglianza: mercati monopolistici, polarizzazione del lavoro, abbandono delle regioni rurali e alienazione della classe media tradizionale. Inoltre, l’emergere del populismo e l’ascesa di forme aggressive di nazionalismo che enfatizzano l’autenticità culturale del proprio popolo non sono altro che il rovescio della medaglia della singolarizzazione del sociale.
Andreas Reckwitz è sociologo e teorico culturale tedesco. Dopo gli studi in Scienze politiche e Filosofia, si è laureato a Cambridge sotto la guida di Anthony Giddens e ha conseguito il dottorato di ricerca all’Università di Amburgo. Dal 2020 insegna Sociologia e Sociologia della cultura all’Università Humboldt di Berlino.
Questa sua opera più importante, Die Gesellschaft der Singularitäten (2017), è stata già tradotta in inglese, cinese, francese, russo, coreano, danese, turco e sloveno.
Dal 4 aprile in libreria
Ufficio Stampa Meltemi
Clarissa Greta Gibella
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